LA STORIA DELL’ECOMARATONA

Da diversi anni, ormai la seconda domenica di Luglio rappresenta un appuntamento fisso a Busana nell’alto Appennino reggiano per tutti gli amanti della corsa in natura:
l’ECOMARATONA DEL VENTASSO, gara unica nel suo genere per quello strano equilibrio che ha saputo creare intorno a sé, che è riuscita magicamente a far sposare sport, prestazione atletica, spirito amatoriale, solidarietà, impegno alla promozione del territorio, volontariato e tanta, tantissima voglia di tornare, di ritrovarsi. Maratona coi fiocchi, per così dire, ma da correre sui sentieri che circondano il Monte Ventasso, luogo di antiche leggende e dove il lupo è tornato di casa.

Un sogno covato fra pochi, alcuni anni fa, divenuto una sfida e, ormai, l’evento sportivo più importante dell’alto Appennino reggiano, che richiama a Busana grandi nomi italiani e anche stranieri, oltre ai tanti corridori comuni che rappresentano il vero cuore dell’evento.
C’è voluto del coraggio per pensare di organizzare una maratona canonica, con i suoi 42 Km. su un percorso così aspro e selvaggio, ma la scommessa è stata vinta.
Oggi l’Ecomaratona del Ventasso è conosciuta in tutta Italia come una delle migliori manifestazioni sportive di corsa in natura e il suo nome è ormai associato ad un’immagine di grande valore.
L’Ecomaratona del Ventasso rappresenta oggi, per tutti gli amanti della corsa trail, l’evento che ha contribuito fortemente alla diffusione della corsa in natura anche in Italia.
Il suo percorso, duro, ma indimenticabile, svela agli atleti uno degli angoli più suggestivi dell’intero Appennino.